Responsabilità professionali del personale sanitario: “Luci ed Ombre”.

Responsabilità professionali del personale sanitario: “Luci ed Ombre”.

Una legge “con luci e ombre”, su cui vigileremo attraverso un Osservatorio ad hoc per denunciare le criticità che rileveranno cittadini, istituzioni e professionisti“.
Così Tonino Aceti, coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva in merito alla legge sulla Responsabilità professionale del personale sanitario, approvata oggi in via definitiva dalla Camera.

Diversi i punti del testo che non convincono, sottolinea Aceti, “a partire dall’assunto della acetimoda del risarcimento del danno, che non trova un riscontro nei dati: se 1000 persone su 10.000 che entrano in ospedale vanno incontro a un evento avverso (OMS 2016), secondo dati Agenas 2015, le richieste di risarcimento sono appena 9,79 su 10.000 dimissioni, lo 0,1%”.

Preoccupa poi il fatto che il Ddl consolida il principio che il danno cagionato ad una persona non è “risarcibile“, ovvero senza limitazioni alla quantificazione del danno, ma “indennizzabile” sulla base di una tabella che fissa un tetto rigido: “Così si sposta l’attenzione dall’interesse del cittadino a quello di chi liquida il danno, che è quello di contenere le uscite”.

No inoltre all’onere della prova a carico del cittadino qualora questo decida di rivalersi sul professionista (responsabilità extracontrattuale), che dimezza da 10 a 5 anni i termini di prescrizione.

L’impegno è anche “a rendere effettive quelle parti della Legge che intervengono positivamente sui diritti”, come “l’accento sulla sicurezza delle cure, la trasparenza dei dati sugli eventi avversi e il fondo di garanzia” per assicurare indennizzi in caso di fallimento delle assicurazioni.

Infine, l’obbligo di rilascio della cartella clinica entro sette giorni dalla richiesta.

Ora – conclude Aceti – si può attendere anche fino a 90 e più giorni. Un risultato frutto del nostro impegno per introdurre nel testo ‘contrappesi’ a favore del cittadino”.

(ANSA).