Come cambiano i costi di energia elettrica e gas

Come cambiano i costi di energia elettrica e gas

SCHEDA TECNICA

L’AGGIORNAMENTO DELLE CONDIZIONI TUTELA
III TRIM 2019 NEL DETTAGLIO
Milano, 25 giugno 2019

Energia elettrica – Nel terzo trimestre 2019 si registrerà un lieve aumento del costo per l’energia elettrica per la famiglia tipo1, con una variazione della spesa complessiva del +1.9% rispetto al trimestre precedente. Tale variazione è dovuta a un incremento della spesa per la materia energia (+2,65%), legato all’aumento del prezzo di acquisto dell’energia elettrica rispetto alle stime utilizzate nel precedente aggiornamento (+2,49%) che si aggiunge ad un leggero aumento del corrispettivo di dispacciamento (+0,05%) e del corrispettivo di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell’energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela (+0,11%). L’aumento della spesa per la materia energia viene in parte compensato da una riduzione della spesa per gli oneri di sistema (-0,75%). Variazione, quest’ultima, che è determinata dalla riduzione (per tutti gli utenti, rispetto al precedente trimestre) sia della componente ASOS (con un impatto pari a -0,50%) sia della componente ARIM (con un impatto pari a -0,25%) (in particolare relativamente all’elemento che alimenta il conto UC7). Non subiscono variazioni le componenti per il trasporto e la gestione del contatore e la componente per la commercializzazione.

Gas naturale – Nel terzo trimestre 2019 si registrerà una diminuzione del costo per il gas naturale per la famiglia tipo, con una variazione della spesa complessiva del -6,90% rispetto al trimestre precedente. La variazione è determinata dalla diminuzione della componente CMEM relativa ai costi di approvvigionamento, -6,90% sulla spesa per il cliente tipo, che riflette il calo delle quotazioni all’ingrosso nei mercati a termine in Italia e in Europa e dalla diminuzione, non significativa ai fini del calcolo, del corrispettivo variabile QTVt, -0,01% della componente di trasporto QT, a copertura dei costi relativi alle perdite di rete e al gas non contabilizzato, legata alla variazione della CMEM stessa.

L’aggiornamento trimestrale nel dettaglio
Le aggregazioni e i grafici rispettano le novità introdotte dalla ‘bolletta 2.0’ che ha previsto una semplificazione dei contenuti e dei termini utilizzati nella bolletta sintetica, quella inviata a tutti, per agevolare la comprensione della spesa finale.2

1. La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.
2. Nel dettaglio la bolletta 2.0 prevede che nella prima pagina della bolletta venga indicato anche il costo medio unitario del kilowattora/standard metro cubo, come rapporto tra la spesa totale e i consumi fatturati. Chi volesse approfondire le diverse voci di spesa, può comunque richiedere al proprio fornitore gli elementi di dettaglio, ovvero le diverse pagine con la descrizione analitica delle componenti che determinano la spesa complessiva. Gli elementi di dettaglio saranno sempre forniti in caso di risposta ai reclami. Viene anche data esplicita evidenza alla “spesa oneri di sistema”, una voce fino ad oggi indicata all’interno dei servizi di rete e garantita una maggiore chiarezza in caso di eventuali ricalcoli, cioè in caso di conguagli, che hanno particolare evidenza in un apposito box.

Approfondisci…

Capitalizzazione illegittima degli interessi. Nullità della clausola e diritto alla ripetizione dell’indebito

Capitalizzazione illegittima degli interessi. Nullità della clausola e diritto alla ripetizione dell’indebito

Con la sentenza in commento (CdA Napoli, sez. Settima Civile, sentenza del 13.12.2018)  la Corte d’Appello di Napoli si pronuncia su un appello proposto dal soccombente Istituto di credito nei confronti del correntista che aveva richiesto l’accertamento dell’applicazione di un tasso di interesse usurario sul proprio conto corrente, la cui apertura risaliva al 1985, nonché la verifica relativa all’applicazione di interessi anatocistici e capitalizzati trimestralmente in relazione alla commissione di massimo scoperto.
Il correntista aveva altresì eccepito, nel giudizio di prime cure svoltosi dinanzi al Tribunale di Avellino, la mancanza di forma scritta delle clausole relative agli interessi applicati, deducendone l’illegittimità e la nullità con conseguente richiesta di restituzione degli importi indebitamente pagati alla Banca.
Il Tribunale di prima istanza, in integrale accoglimento della domanda, condannava l’Istituto di credito al pagamento della somma di € 99.097,12 oltre interessi legali dal settembre 2006 a titolo di restituzione di somme indebitamente percepite, ed al rimborso dei 2/3 delle spese di lite.
Proponeva appello la Banca con quattro motivi: 1) legittimità della forma della pattuizione degli interessi ultra legali ed il rinvio per relationem agli usi di piazza; 2) legittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi; 3) legittimità della commissione di massimo scoperto; 4) la prescrizione del credito restitutorio maturato dall’attore.
Quanto al primo motivo, la Corte D’Appello di Napoli ritiene di dover confermare la statuizione del giudice di prime cure, rigettando le argomentazioni della Banca che avrebbe assunto come legittima l’applicazione del tasso di interesse secondo l’uso di piazza, in mancanza di specifica pattuizione tra le parti, richiamando la norma dell’art. 116 TUB.
La Corte ha disatteso tale argomentazione rilevando che l’utilizzo dell’uso di piazza in mancanza di una specifica pattuizione sugli interessi non consentirebbe al correntista di conoscere in maniera esatta il tasso di interesse applicato al proprio conto corrente, rilevando altresì che, in caso di lacune all’interno del contratto, lo stesso debba essere integrato con l’applicazione degli interessi al tasso legale la cui pattuizione resta valida sino alla fine del rapporto, nel caso in cui i contraenti non si accordino diversamente con apposito patto in forma scritta.
Ne deriva che la mancanza di forma scritta della clausola relativa agli interessi ex art. 1284 c.c. non possa essere sanata qualora la pattuizione relativa agli interessi non sia specifica e inequivoca e risultante da atto scritto, né a mezzo successive comunicazioni di modifica unilaterale del contratto, né tantomeno dall’accettazione dell’estratto conto del correntista.
Quanto poi alla capitalizzazione degli interessi applicata, la Banca deduce di essersi adeguata alle disposizioni contenute nella delibera CICR del 9 febbraio 2000, disciplinando sulla base di quella normativa, anche il rapporto di conto corrente facente capo all’appellato.
Nel rigettare anche tale motivo di gravame, la Corte d’Appello osserva che, anche in relazione all’adeguamento delle condizioni previste dalla delibera CICR del 2000, non è intervenuto alcun accordo modificativo tra le parti che consentisse alla Banca di applicare tali nuove condizioni. A ciò si aggiunga che, per consolidato orientamento di legittimità, confermato anche da una pronuncia resa a SS.UU. (Cass. civ. Sez. Unite, 04/11/2004, n. 21095; Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 02/12/2010, n. 24418), “le pattuizioni anatocistiche, insuscettibili di negoziazione individuale e proprie di un sistema connotato dalla regola del prendere o lasciare, sono riconducibili ab initio della prassi di inserimento nei contratti bancari, ad uso negoziale e non già normativo, con la conseguente insuperabile valenza retroattiva dell’accertamento di nullità delle clausole anatocistiche, contenuto nelle pronunzie del 1999”.
Ritiene infatti la Corte che l’emanazione della Delibera del 2000 non abbia alcuna efficacia nei confronti di questa tipologia di contratti, sottoscritti nel periodo antecedente alla sua entrata in vigore: “con la deliberazione del 9 febbraio 2000 il CICR, oltre a prevedere (art. 1), in attuazione dell’art. 120, comma 2, D.Lgs. 385/93, che nelle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito poste in essere dalle banche gli interessi possono produrre a loro volta interessi, sempre che (art. 2) nell’ambito di ogni singolo conto corrente sia stabilita la stessa periodicità nel conteggio degli interessi creditori e debitori, ha anche consentito l’adeguamento alle nuove disposizioni (entro il 30 giugno 2000, con effetti a decorrere dal successivo 1 luglio) delle condizioni applicate sulla base dei contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della delibera (22 aprile 2000), mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (entro il 30 giugno 2000) e fornendo alla clientela opportuna notizia per iscritto delle nuove condizioni alla prima occasione utile e, comunque, entro il 31 dicembre 2000. Sennonché, deve considerarsi che il potere (esercitato dal CICR con la deliberazione anzidetta) di stabilire modalità e tempi dell’adeguamento delle clausole relative alla produzione degli interessi sugli interessi, contenute nei contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della medesima delibera, è stato conferito dal legislatore con l’art. 25, comma 3, D.L. 342/99, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza del 7 ottobre 2000 n. 425. Tale disposizione legislativa aveva dichiarato valide ed efficaci le clausole in questione, fino all’entrata in vigore della delibera del CICR prevista nel secondo comma, subordinando, però, i loro effetti futuri (per il periodo successivo) al loro adeguamento al disposto della delibera menzionata, secondo le modalità e i termini in essa stabiliti. La dichiarazione d’incostituzionalità dell’articolo 25, comma 3, citato, come impedisce di considerare valide le clausole già stipulate in violazione dell’art. 1283 c.c., egualmente ne esclude la successiva vigenza in virtù di una determinazione unilaterale della banca”.
Ne consegue che le disposizioni contenute nella delibera CICR del 2000 non solo possono disporre solo per il futuro ma non possono anche, nel caso di specie, operare la sanatoria della clausola nulla inserita nel contratto di conto corrente oggetto del contendere.
Con il terzo motivo di gravame la Banca assume la legittimità della commissione di massimo scoperto per aver il correntista, approvato specificamente tale clausola sul contratto.
Osserva il Giudice di appello che la commissione di massimo scoperto, al pari delle altre clausole che prevedono la capitalizzazione degli interessi, debbano essere oggetto di scritta e specifica pattuizione. Nel caso di specie, la clausola che la Banca aveva assunto come specifica, recava in realtà la dicitura “agli interessi ed alle commissioni nella misura stabilita”, difettando pertanto delle condizioni minime volte a determinarne l’ammontare.
Quanto all’ultimo motivo di gravame, relativo ad una presunta prescrizione della richiesta di restituzione delle somme già versate, osserva che la Corte che la norma richiamata dalla Banca era stata oggetto di abrogazione e pertanto, non più applicabile.
La Corte conclude pertanto confermando la sentenza di primo grado nelle motivazioni principali e riformandola parzialmente solo in ordine al calcolo degli interessi passivi per i quali ha ritenuto corretta l’applicazione del tasso di interesse legale, con successivo ricalcolo del dovuto al correntista, dalla Banca.

-Marco Proietti e Roberta Castaldi.

Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria

Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria

Il mese dell’educazione finanziaria, che si svolge dal 1 al 31 ottobre, è iniziato. Sono tante le iniziative sparse in tutta Italia e consultabili nel link sotto riportato.

L’obiettivo, è accrescere le conoscenze finanziaria pianificando più accuratamente il proprio futuro, risparmiare ed investire meglio i propri risparmi gestendo meglio il proprio debito.
Gli eventi sono organizzati da istituzioni, fondazioni, associazioni dei consumatori tra cui Cittadinanzattiva, organizzazioni anti-usura e no-profit, scuole, università, aziende, ordini e associazioni professionali, rappresentanti del mondo bancario, assicurativo e previdenziale.

Per saperne di più vai su www.quellocheconta.gov.it

Le merci contraffatte sono una seria minaccia per i consumatori UE

Le merci contraffatte sono una seria minaccia per i consumatori UE

Le merci contraffatte, oltre a ledere i diritti di chi produce nel rispetto delle norme UE e nazionali, possono essere anche nocive per la salute dei consumatori.
I dati che emergono da un’indagine della Commissione europea mostrano che nel 2018 il numero delle intercettazioni di merci contraffatte importate nell’UE è aumentato a causa di un ampio quantitativo di spedizioni di modesta entità inviate mediante corrieri e servizi postali.
Sono infatti le sigarette ed i giocattoli i prodotti intercettati più spesso e che date le loro caratteristiche, se non conformi alle normative di produzione UE, sono una seria minaccia per i consumatori europei. Secondo lo studio in questione, i paesi da cui provengono la maggior parte delle merci irregolari sono la Cina, la Turchia e la Macedonia del Nord. Per saperne di più

L’Autorità Antitrust avvia un procedimento contro Telepass

L'Autorità Antitrust avvia un procedimento contro Telepass

L’Agcom – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – ha avviato una procedura contro Telepass per possibile discriminazione verso i consumatori.
Telepass, controllata al 100% da Atlantia, avrebbe violato le norme UE che vietano di impedire o applicare condizioni diverse ai consumatori che intendono pagare il pedaggio autostradale attraverso domiciliazione su conti correnti esteri.

Il reato di “iban discrimination” non consente alla clientela il pagamento tramite domiciliazione bancaria su conti correnti accesi presso Banche aventi sede in Paesi dell’Unione Europea diversi dall’Italia. Per saperne di più

Presentato O.R.A. per una nuova mobilità: al via il percorso per le scuole

Presentato O.R.A. per una nuova mobilità al via il percorso per le scuole

In Italia la fascia di età 14-17 rappresenta il 62,4% dei decessi su strada tra gli under 18, un dato ben superiore alla media europea del 51%. Il nostro Paese conta 11,4 decessi in strada nella fascia di età 0-17 per milione di abitanti, un dato che, nonostante sia inferiore alla media europea di 16, risulta doppio rispetto alla virtuosa Norvegia. Sono i risultati della ricerca “Lo stato dell’educazione alla mobilità e alla sicurezza stradale in Europa. Modelli, obiettivi, casi di studio e dati”, condotta e coordinata nel 2018 dallo European Transport Safety Council (ETSC), che evidenziano la necessità di intervenire nell’educazione alla sicurezza stradale, e più in generale alla mobilità sostenibile, delle giovani generazioni.

In tale contesto e in occasione della Settimana Europea della Mobilità 2019, prende oggi avvio O.R.A. – Open Road Alliance, il progetto sulla mobilità sostenibile dedicato alle scuole italiane promosso da Fondazione Unipolis, la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol, e Cittadinanzattiva, presentato a Roma presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva.

Il progetto consiste in un percorso formativo e in un contest di idee finalizzati all’elaborazione del nuovo “Manifesto della Mobilità Sostenibile” ed è riservato ai giovani del terzo anno di tutte le Scuole Secondarie di 2° grado delle 14 Città Metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Le classi potranno candidarsi a partecipare dal 19 settembre fino al 20 dicembre 2019, compilando il form su www.progetto-ora.it.

Leggi il comunicato stampa e la presentazione del progetto.

Scarica la presentazione della  ricerca “Lo stato dell’educazione alla mobilità e alla sicurezza stradale in Europa. Modelli, obiettivi, casi di studio e dati”.

Tv pirata, “utenti individuati rischiano reclusione e multa”

Tv pirata

Saranno “individuati” e “perseguiti” anche gli utenti che avevano comprato illegalmente e usufruivano dei pacchetti tv pirata al centro degli affari dell’organizzazione illegale finita nel mirino del blitz del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro e oscuramento della piattaforma informatica Xtream Codes. E’ quanto ha spiegato il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza. 

“Saranno perseguiti anche gli utenti che hanno preso i pacchetti in maniera illegale: andremo a individuare coloro che hanno acquistato i palinsesti a un prezzo bassissimo” ha spiegato Reccia, sottolineando che bisogna rendersi conto che “si commette un reato” rischiando la “reclusione e una multa da 2.500 a 25mila euro

Sigaretta elettronica: rischi e risarcimento del danno

Sigaretta elettronica: rischi e risarcimento del danno

Quali pericoli per la salute e quante possibilità di vincere una causa contro il produttore di e-cigar.
La notizia della prima morte da sigaretta elettronica ha riaperto il problema dei rischi collegati con il “vapore alla nicotina”. Se è ancora troppo presto per parlare di una diretta correlazione tra problemi polmonari ed e-cigar, l’Airc – l’associazione italiana per la ricerca contro il cancro – ha messo in guardia tutti gli utilizzatori di sigaretta elettronica dai rischi che essa può comportare.
A parte, infatti, l’ipertensione e il diabete collegati a tale strumento, alcune delle sostanze aromatizzanti presenti nei prodotti senza nicotina sono sospettati di esporre l’utilizzatore a svariati rischi per la salute.

Sempre in via prudenziale, ma ancora senza alcuna evidenza scientifica, l’Airc ha pubblicato sul proprio sito alcuni avvisi che chi svapora dovrebbe leggere attentamente. Anche la sigaretta elettronica fa male, se non come quella tradizionale: all’interno di essa si trovano sostante potenzialmente dannose. In più, il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, entrambi potenziali cancerogeni, anche se le quantità associate al consumo di e-cigar appaiono modeste.

Cosa potrebbe succedere in caso di decesso o di patologia polmonare e quali scenari legali potrebbero aprirsi? I rischi e il risarcimento del danno da sigaretta elettronica sono un campo ancora inesplorato sia per la medicina che per il diritto. Allora corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.

Risarcimento danni da fumo
«Nuoce gravemente alla salute»: da quando i pacchetti di sigarette hanno questa dicitura, il consumatore non può dire di non essere stato avvisato e di non sapere i rischi collegati al fumo attivo. Ecco perché la giurisprudenza italiana – al contrario di quella statunitense – nega qualsiasi richiesta di risarcimento per il cancro formatosi dopo il 1991, data appunto in cui è divenuta obbligatoria l’avvertenza sui contenitori di sigarette e sulle buste di tabacco. Se, invece, il cancro si è formato prima del 1991, anche se diagnosticato dopo, la causa contro la multinazionale del tabacco è ancora possibile. Leggi: Danno da fumo: si può risarcire?

Il punto, però, è che chiunque abbia avuto un tumore prima di quella data è probabilmente passato già a miglior vita e, a tutto voler concedere, il risarcimento spetterebbe solo agli eredi.

Esiste una sola sentenza, emessa dal tribunale di Milano, che accorda il risarcimento per danno da fumo anche se verificatosi dopo il 1991. Tutti gli altri precedenti, Cassazione compresa, escludono l’indennizzo. E ciò perché «il danno», ossia la malattia e il decesso, è «ascrivibile esclusivamente alla condotta negligente del fumatore» che ha scelto di “prendere il vizio”.
In sostanza, «la condotta del fumatore» è valutata come «gravemente negligente», poiché questi «si è esposto volontariamente ai rischi dell’abuso di nicotina», e ciò, spiegano i giudici, rompe ogni responsabilità in capo al produttore di sigarette. Peccato – ma questo la Cassazione non lo dice – che i produttori aumentino, nelle sigarette, la nicotina a discapito del tabacco poiché solo la prima crea dipendenza, riducendo così la possibilità per il fumatore di rinunciare al vizio.

Risarcimento del danno da sigaretta elettronica
Sulle scatole del vaporizzatore e sulle boccette non c’è, invece, alcun rimando ad avvertenze in merito ai rischi che comporterebbe la sigaretta elettronica per la salute. In alcune confezioni americane, abbiamo trovato solo l’avviso «Attenzione: questo prodotto contiene nicotina che è una sostanza che provoca dipendenza». In altre, è semplicemente indicata la quantità di nicotina presente. Nessun richiamo, quindi, ai problemi che la sigaretta elettronica potrebbe comportare.

Da ciò possiamo dire che, almeno per quanto riguarda l’e-cigar, ci troviamo in un’epoca anteriore al 1991 per le sigarette tradizionali e chiunque, da oggi in poi, dovesse subire un danno per causa di tali strumenti, potrebbe invocare lo stesso principio – ma applicato al contrario – con cui sino ad oggi la Cassazione ha assolto le multinazionali del tabacco. Si apre, insomma, un ampio contenzioso, ma prima che possa sfociare in una serie di cause sarà bene e necessario stabilire la correlazione tra problemi polmonari e alla salute e sigarette elettroniche.

Progetto O.R.A. – Open Road Alliance

O.R.A. sito web

Al via a settembre il progetto O.R.A. – Open Road Alliance – di Unipolis e Cittadinanzattiva: gli studenti delle città metropolitane realizzeranno il Manifesto della Mobilità Sostenibile – La Mobilità del Futuro
È O.R.A. di muoversi! Di rompere gli schemi, allargare gli orizzonti, immaginare e percorrere nuove strade. Il 19 settembre, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2019 sarà presentato il progetto O.R.A., un percorso formativo e un contest di idee per giovani pronti a costruire l’Open Road Alliance – l’alleanza dei ragazzi delle città metropolitane italiane, uniti per progettare le comunità del futuro e realizzare il nuovo Manifesto della Mobilità Sostenibile – La Mobilità del Futuro.

L’evento di lancio di O.R.A., il progetto triennale ideato su iniziativa di Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva avverrà a Roma nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva in Piazza della Minerva, 38 (dalle 9.30 alle 13).

L’intento di O.R.A. è promuovere una nuova cultura della mobilità attraverso l’educazione ad un nuovo modello di mobilità più sostenibile in senso ampio, basato cioè sull’attenzione ai temi ambientali, la condivisione dei mezzi, la sicurezza, un orientamento alla multimodalità e all’interoperabilità oltre che ad un approccio più sostenibile al mondo dei servizi pubblici locali. Le azioni progettuali si collocano nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Partire dai giovani, promuovendo la loro partecipazione attiva su questi temi, è fondamentale per costruire comunità intelligenti, inclusive, sostenibili e favorire il dialogo tra gli stakeholder attorno alle tematiche più rilevanti. Prima fra tutte quella delle aree urbane dove, oltre al rispetto delle regole e alla consapevolezza della strada come bene comune, servono nuovi assetti urbani.

Le classi potranno candidarsi a partecipare dal 19 settembre e fino al 20 dicembre 2019. Per un percorso in varie fasi che si concluderà a fine 2021.

Timeline progetto O.R.A.

Il Manifesto della Mobilità Sostenibile – La Mobilità del Futuro sarà realizzato sia in versione cartacea, con il contributo dei lavori di tutte le classi partecipanti, sia in versione multimediale mediante i lavori creativi delle 9 classi finaliste, che vinceranno una visita a Bologna negli spazi di CUBO, il museo d’impresa del gruppo Unipol – tra i partner del Progetto O.R.A. – dove potranno sperimentare i simulatori di guida e presso i laboratori Ducati di Fisica In Moto, per un’esperienza didattica interattiva.

Il percorso si concluderà con 14 incontri pubblici di restituzione del Manifesto da parte dei ragazzi alle proprie città metropolitane di appartenenza, momenti in cui i ragazzi consegneranno alle amministrazioni la loro idea di mobilità futura.

L’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore realizzerà la misurazione di impatto dell’intero progetto, il cui esito sarà una pubblicazione che analizzerà l’impatto in termini di aumento della conoscenza, cambiamento di attitudini e comportamenti che il progetto ha generato su tutti gli studenti partecipanti.

Il regolamento completo del progetto sarà disponibile nelle prossime settimane su questo sito.

Nel corso dell’evento del 19 settembre (il cui programma è in fase di definizione), interverrà un rappresentante dell’European Transport Safety Council, il Consiglio Europeo per la sicurezza dei trasporti, che presenterà per la prima volta in Italia i risultati dello studio “Lo stato dell’educazione alla mobilità e alla sicurezza stradale in Europa” che analizza cosa fanno gli Stati europei in tema di educazione alla mobilità. Un’occasione per riflettere sull’efficacia di diversi modelli, obiettivi e approcci al tema.

Il progetto O.R.A. ha già ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare e di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Nelle diverse fasi del percorso saranno coinvolti i partner di O.R.A.:

  • Research Unit on traffic psychology – Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Laboratorio mobilità e trasporti – Politecnico di Milano
  • ANVU ‑ Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia
  • CRU – Consigli Regionali Unipol
  • CUBO ‑ Museo d’impresa del Gruppo Unipol

Per partecipare all’evento di lancio del progetto O.R.A. è necessario iscriversi su eventbrite a questo link.

O.R.A. save the date

*Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo. L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

*Gli operatori dell’informazione (giornalisti, fotografi e operatori) devono accreditarsi entro il 16 settembre 2019, inviando i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita, numero del documento di identità, numero del tesserino ordine dei giornalisti, testata di riferimento, email/cellulare, all’indirizzo email segreteria@fondazioneunipolis.org oppure inviarli all’Ufficio Stampa del Senato al fax 06.7606.2947

Iniziativa promossa da: Cittadinanzattiva e Fondazione Unipolis

Anno di realizzazione: 2019-2021

Per maggiori informazioni: Martina Lalli (m.lalli@cittadinanzattiva.it)

Bollette 28 giorni: ecco come richiedere il rimborso

Fatturazione 28 giorni rimborso

Il Consiglio di Stato con sentenza definitiva del 4/7/19 ha stabilito che gli operatori dovranno restituire i giorni erosi illegittimamente con la fatturazione a 28 giorni nella prossima bolletta utile. Pertanto, in base alla delibera AgCom 269/18/CONS si potrà richiedere il rimborso in denaro dei giorni erosi nel periodo decorrente dal 23 giugno 2017 fino al ritorno alla fatturazione su base mensile (5 aprile 2018).
Tale rimborso è previsto per chi non dovesse accettare l’offerta dell’operatore e anche per coloro i quali non sono più attualmente clienti dell’operatore telefonico, avendo chiuso l’utenza o cambiato operatore.

Le offerte di ristoro alternative delle compagnie telefoniche, mediante bonus, servizi gratuiti o promozioni attive per un lasso di tempo, sono legittime, tuttavia, sono difficilmente quantificabili in termini monetari e potrebbero non rappresentare un vantaggio per il cliente che, accettandole, non potrà più avvalersi dell’indennizzo maggiore previsto con sentenza dal Consiglio di Stato il 4/7.  Suggeriamo ai cittadini di richiedere un rimborso in denaro.

In allegato il modulo per la richiesta di rimborso.

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