Terra amata

TERRA AMATA – CASERTA NON ASPETTA

Il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon retto sono tre dei principali tumori che colpiscono la popolazione italiana. La loro storia naturale, però, può essere modificata dalla prevenzione e dai percorsi di screening organizzati gratuitamente dal SSN.

In alcuni casi lo screening riesce a evitare l’insorgenza del tumore, in altri può salvare la vita. Quando questo non è possibile, la diagnosi precoce consente comunque di effettuare interventi poco invasivi e non distruttivi.

Oltre a ridurre la sofferenza, quindi, gli screening favoriscono l’evoluzione e il miglioramento delle tecniche diagnostiche e chirurgiche offrendo un ulteriore beneficio per la popolazione. Gli screening oncologici sono dunque un complesso investimento per la salute, ed hanno come risultato un miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti oncologici e una riduzione della mortalità. Per raggiungere questo obiettivo, però, si devono mettere in atto dei processi che migliorino le capacità organizzative dei sistemi sanitari, che devono essere in grado di utilizzare la tecnologia e le conoscenze, trasferendone i benefici ad una popolazione ampia.

Sebbene ad oggi ci sia una attenzione comune tra operatori sanitari in merito all’importanza dello screening preventivo, le percentuali di adesione allo stesso da parte dei cittadini non raggiungono i livelli ottimali necessari. Permane una percezione, da parte del cittadino, di inutilità degli screening, legata all’idea diffusa di un sistema inefficiente e pertanto poco affidabile. Tale percezione, lontana dalla realtà dei fatti, è legata sicuramente ad una rappresentazione distorta del Servizio Sanitario dovuta ad una informazione non adeguata, ad una disomogeneità dei servizi offerti dai diversi contesti territoriali, e da oggettive disfunzioni del sistema che allontanano i cittadini dal servizio pubblico.

Questo sistema informativo distorto genera disorientamento tra i cittadini e cittadino disorientato è un cittadino scettico che non considera più lo screening come un atto di responsabilità verso la propria salute e verso la salute collettiva e che, pertanto, non persegue percorsi di salute.

È necessario informare i cittadini, renderli consapevoli del fatto che i programmi di screening per il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon retto non solo salvano numerose vite umane, ma aumentano la sopravvivenza e la qualità della vita. I programmi di screening devono quindi essere narrati come una componente fondamentale della sanità pubblica.

Al fine di sovvertire il paradigma esistenze si è deciso di realizzare il progetto “Terra Amata – Caserta non aspetta”. L’idea di partire dal territorio casertano ha una valenza multipla.

Innanzitutto abbiamo bisogno di testare l’efficacia progettuale, avendo la possibilità di fare degli aggiustamenti in corso d’opera. Per fare questo dobbiamo partire necessariamente da un territorio più piccolo che funga da “pilota” della nostra azione. La scelta di Caserta è, però, significativa e simbolica vista la devastazione ambientale subita dalla camorra e l’incidenza tumorale registrata.

Si vuole, allo stesso tempo, offrire anche un nuovo paradigma linguistico che scacci la locuzione “terra dei fuochi” e la sostituisca con “terra amata”.

Obiettivo del progetto è quello di eliminare gli elementi di disorientamento, fornire informazioni semplici e chiare sull’importanza dello screening oncologico e costruire dei percorsi semplificati in grado di aumentare esponenzialmente le percentuali di aderenza al percorso di prevenzione, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono una piena presa di coscienza sui percorsi di salute individuali e collettivi.

Allo stesso tempo si vuole offrire un nuovo paradigma culturale che sposti l’attenzione dall’idea di curare la malattia alla volontà di offrire salute.

Il progetto “Terra Amata – Caserta non aspetta” si compone di tre fasi principali: Formazione, informazione, organizzazione/azione.

Cittadinanzattiva, insieme ai partner di progetto, ha elaborato una serie di strategie tendenti ad eliminare gli elementi ostativi che condizionano la partecipazione dei cittadini al percorso di prevenzione oncologica aiutando, allo stesso tempo, ad aumentare la quantità e la qualità della salute collettiva.

Nello specifico il progetto “Terra Amata – Caserta non aspetta” si struttura attraverso fasi bene precise e scadenzate:

  1. Formazione: fondamentale per la buona riuscita di una progettualità che si pone gli obiettivi sopra richiamati è la preparazione degli operatori che si occuperanno della fase realizzativa. Le tecniche di comunicazione, di trasmissione delle informazioni, le capacità logistiche ed empatiche sono parte indispensabile per una buona attuazione delle fasi progettuali. La formazione verrà effettuata da Cittadinanzattiva a volontari che in parte sono stati già individuati tra gli aderenti al movimento e che operano da anni nel settore sanitario e che, soprattutto, hanno una buona conoscenza del territorio e delle dinamiche sociali in esso presenti. Gli operatori formati, coordinati dalla Segreteria regionale di Cittadinanzattiva si occuperanno di tutte le fasi attuative del progetto.
  1. Informazione: organizzazione di una campagna mediatica a tappeto, con il coinvolgimento non solo delle reti di informazione dei soggetti che partecipano al progetto, ma anche attraverso i canali mediatici classici. Verrà elaborata una specifica campagna mediatica da far veicolare attraverso i quotidiani locali, il web (giornali online, webradio, radio), i social (pagine fb, istagram, wath’s up ecc) per arrivare al semplice manifesto. In questa fase saranno coinvolti anche tutti i medici di medicina generale che affiggeranno nei propri studi i manifesti elaborati appositamente per la campagna e distribuiranno le brochure e le cartoline realizzate da Cittadinanzattiva. Ruolo fondamentale verrà svolto dalle farmacie territoriali che avranno il compito di diffondere le informazioni della campagna a tutti gli utenti sia con contatto diretto, sia attraverso i canali di diffusione delle informazioni a loro più congeniali. Importante anche la collaborazione con l’Asl Caserta e con gli altri partner territoriali, a partire dalla Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Slow Food e Confindustria. Il percorso specifico immaginato per le aziende è “la mia azienda è in salute” e vede l’attribuzione di un bollino di salute, appositamente realizzato da Cittadinanzattiva, a tutte le aziende che aderiranno al progetto, oltre ad una attestazione di impegno alla promozione e alla salvaguardia della salute collettiva. È stato realizzato anche uno spot ad hoc che verrà veicolato attraverso tutti i mezzi sopra citati e realizzata una apposita sezione nel sito di Cittadinanzattiva Campania, nella quale sono presenti gli elenchi e i contatti di tutte le farmacie territoriali, i contatti dei Distretti sanitari, dei MMG, e qualsiasi altra informazione utile, oltre al numero verde per ricevere maggiori informazioni.
  1. Organizzazione/azione: la cabina di regia regionale di Cittadinanzattiva si occuperà di organizzare specifiche giornate di informazione che si inseriranno nel percorso di divulgazione mediatica. La scelta delle giornate e dei luoghi verrà effettuata tenendo presenti le specificità dei territori e le occasioni di maggiore presenza di cittadini. A partire dal mese di settembre 2019, verranno calendarizzati gli incontri da effettuare nelle aziende, al fine di diffondere maggiormente le informazioni tra i lavoratori delle stesse. Agli incontri prenderanno parte i farmacisti che aderiranno volontariamente al percorso di formazione aziendale e che avranno il compito di distribuire i kit per lo screening del colon retto e di prenotare, su scelta volontaria delle singole lavoratrici, il percorso di screening alla mammella e alla cervice uterina. Contestualmente, sempre dal mese di settembre, in collaborazione con l’Asl Caserta, si calendarizzeranno e si avvieranno dei percorsi di formazione nelle scuole superiori del territorio casertano per dare vita ad un gruppo di “Responsabili della Salute territoriale”. I giovani sono il miglior veicolo di informazioni, grazie alla loro capacità di sfruttare i più recenti mezzi di comunicazione con un linguaggio chiaro, diretto ed efficace. In questo modo assolviamo ad un duplice obiettivo: il primo è quello di fare delle generazioni più giovani i responsabili della salute dei genitori e delle generazioni più grandi, il secondo è quello di formare una generazione che sarà consapevole del proprio ruolo ne percorsi di salute e quindi sarà in grado di tutelare la salute e il benessere collettivo anche rispetto ad altre problematiche, come le malattie sessualmente trasmesse, l’utilizzo di sostanze ecc.

Le azioni così strutturate dovrebbero portare ad un aumento esponenziale dell’aderenza allo screening oncologico, con risultati sulla diffusione della salute notevoli e in grado di migliorare la qualità di vita dei cittadini della provincia di Caserta.

Successivamente il progetto potrà essere “esportato” alle altre province della regione Campania e anche nelle altre regioni italiane.

Stampa gli screening in allegato.

SCREENING CAMPANIA | SCREENING CASERTA