Illegittimo dare fondo a risparmi dei disabili

Ancora una volta un Tribunale ha sancito l’illegittimità della richiesta alle persone con disabilità e ai loro familiari di dare fondo ai propri risparmi o di vendere i propri beni immobili, per contribuire alla compartecipazione della spesa per il pagamento delle rette dovute a strutture residenziali. È successo il 5 luglio scorso, quando i Giudici della Terza Sezione del TAR della Lombardia (Tribunale Amministrativo Regionale) hanno dichiarato illegittimo il Regolamento Comunale di Vigevano nella parte in cui prescrive le condizioni affinché il Comune stesso possa intervenire nell’integrazione delle rette dovute alle strutture residenziali che ospitano le persone con disabilità. Il testo del Regolamento, infatti, prevedeva l’intervento del Comune a integrazione della retta “solo se il patrimonio mobiliare dell’assistito” risultava “inferiore ad euro 5.000”. In caso di presenza di un patrimonio immobiliare, invece, il Regolamento prevedeva l’obbligo di alienazione o la locazione per destinare i proventi al rimborso dell’integrazione anticipata dal Comune, con la precisazione che, in mancanza di accordo tra il Comune e l’assistito (o i suoi rappresentanti), l’Ente Locale avrebbe potuto rivalersi sulla futura eredità».
Ebbene tutti i punti in oggetto sono stati dichiarati illegittimi. I Giudici, infatti, hanno evidenziato che il Regolamento Comunale è in contrasto con la normativa nazionale di compartecipazione alla spesa, sottolineando come “in nessuna norma è previsto che, se superiore a determinati limiti, il patrimonio immobiliare debba essere interamente destinato alla copertura della retta; né è previsto che i Comuni possano imporre agli assistiti la messa a reddito del loro patrimonio immobiliare al fine di destinare i proventi al pagamento della retta stessa, o addirittura la rivalsa sull’eredità».

Anche il Consiglio di Stato ha affermato che è illegittimo chiedere alle persone con disabilità di dare fondo ai propri risparmi per pagare le spese di assistenza, respingendo il ricorso presentato dal Comune di Milano contro una sentenza del Tar Lombardia, che ha dichiarato illegittima una delibera sull’uso dei risparmi privati di disabili e famiglie fino a 5 mila euro, perché contraria alla normativa nazionale sull’Isee.

Illegittima perché in contrasto con la normativa nazionale e regionale, che prevedono come l’accesso e la compartecipazione ai costi delle prestazioni socio-sanitarie siano già regolamentati sulla base dell’Isee.