Manifesto per il diritto alla medicina personalizzata per i pazienti oncologici: Cittadinanzattiva, insieme a società scientifiche, medici e associazioni di pazienti, definisce 11 diritti e 6 azioni concrete

Dalle opportunità offerte dalla medicina personalizzata alla definizione di 11 diritti a supporto del paziente affetto da patologia oncologica e di 6 azioni concrete per sostenerli.

È questo il senso del Manifesto per il diritto alla medicina personalizzata, promosso da Cittadinanzattiva, con il contributo non condizionante di Roche, che sarà presentato oggi nel corso di un webinar in diretta dalle ore 15:30 sulla pagina Facebook di Cittadinanzattiva. Il Manifesto è stato redatto grazie al lavoro congiunto con società scientifiche, medici ed associazioni di pazienti.

Negli ultimi anni si sta consolidando un mo­dello che basa il trattamento sulle alterazioni genetiche del tumore e non più sull’organo sede del tumore stesso attraverso l’utilizzo di test di sequenziamento genico e l’impiego di terapie mirate. Come dimostrato da diversi studi, quando vengono identificate le specifiche mutazioni genetiche del tumore, molti pazienti beneficiano di migliori risultati clinici, di una maggiore aderenza terapeutica al trattamento e di una migliore qualità di vita.

La medicina personalizzata in oncologia però non deve solo essere considerata come una personalizzazione della diagnosi e della terapia (in base alle specifiche caratteristiche molecolari del tumore, la cosiddetta medicina di precisione), ma come una visione globale di cure personalizzate, basate sulla specificità della singola persona, in un percorso di cura che metta al centro il singolo paziente sia dal punto di vista terapeutico sia dal punto di vista della qualità della vita. Riteniamo fondamentale che i cittadini ne siano consapevoli, che sappiano far valere i propri diritti e siano vigili e primi attori del cambiamento” – afferma Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva. “Con questo lavoro vogliamo prima di tutto informare il paziente sui suoi diritti e consolidare il suo protagonismo attraverso la partecipazione consapevole ed attiva a tutte le decisioni che riguardano il suo percorso di cura. Vogliamo inoltre che il Manifesto sia contemporaneamente uno strumento a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale e dei professionisti sanitari, indicando percorsi e strategie utili alla implementazione del modello della medicina personalizzata, la cui attuazione necessiterà di un importante adeguamento dal punto di vista della governance sanitaria e dei vari soggetti coinvolti.”

Il Manifesto indica 11 diritti del paziente: il diritto al trattamento personalizzato; all’innovazione diagnostica e terapeutica; all’equità delle cure; alla qualità della vita; all’informazione e all’orientamento; alla tempestività delle cure; all’accesso alle cure appropriate; alla partecipazione e alla scelta delle cure; alla formazione; alla privacy e al rispetto degli aspetti psicologici; all’umanizzazione.

Per una efficace implementazione del Manifesto, occorre puntare in maniera decisa su alcune azioni concrete:

  • favorire il pieno coinvolgimento del paziente nel processo di cura, dalla diagnosi al follow up, al fine di migliorare gli esiti di salute
  • favorire il benessere psicofisico non solo del paziente ma anche di coloro che lo assistono. Si dovrà in tale ottica puntare sulla sinergia tra paziente/caregiver e operatore sanitario, implementando canali di comunicazione e confronto attraverso il maggior ricorso a strumenti come la telemedicina e il teleconsulto quando possibile nel contesto della terapia proposta;
  • inserire nei Lea i nuovi test diagnostici sulle alterazioni molecolari (NGS) e definire tariffe uniformi per i rimborsi alle Regioni. In Italia sussistono forti difformità territoriali che nel tempo hanno portato e stanno tutt’oggi sviluppando grosse disuguaglianze tra cittadini nella fruizione di prestazioni e servizi accessibili e di qualità. Nell’ambito dell’accessibilità ai test di sequenziamento genico (NGS), sono poche le Regioni che ne garantiscono l’erogazione; in altre regioni, che non hanno previsto l’inserimento dei test nei LEA regionali, i pazienti di fatto non possono usufruirne, se non a pagamento, o sono costretti a spostarsi in regioni dove sono erogate. Di conseguenza anche l’accesso a terapie mirate risulta in parte compromesso. A tal proposito per garantire l’accesso appropriato ai farmaci mirati da parte dei pazienti, è necessaria un’evoluzione degli aspetti regolatori e una modifica delle condizioni di accessibilità previsti dalle norme attuali.
  • definire in maniera chiara, attraverso linee guida specifiche, i criteri di accesso per i pazienti all’impiego delle metodiche di sequenziamento genico (NGS) e avviare una valutazione sulle strutture eleggibili all’utilizzo della tecnologia NGS e alle terapie mirate favorendo modalità organizzative anche tra le regioni per garantire ad ogni cittadino le stesse opportunità di cura;
  • promuovere la costituzione sul territorio di gruppi di esperti in diverse discipline (Molecular Tumor Board) secondo standard precisi e condivisi e in stretto collegamento tra di loro, attraverso una rete di collaborazione e di continuo scambio di conoscenze. A tal fine è fondamentale l’implementazione di una piattaforma informativa unica e trasparente che connetta i vari centri oncologici ai Molecular Tumor Board.
  • promuovere e assicurare la formazione di personale specializzato in particolare su: competenze tecniche per il futuro sviluppo dei test NGS; consolidamento di una cultura della privacy che bilanci bisogni informativi a scopo scientifico e il rispetto e il coinvolgimento della persona; aspetti relazionali che permettano ai professionisti di raccogliere informazioni che influiscono sulla suscettibilità individuale alla malattia e nello stesso tempo creare un miglior approccio empatico ed una migliore relazione di fiducia.

Il Manifesto per il diritto alla medicina personalizzata

Cittadinanzattiva – Ufficio stampa

Alessandro Cossu

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